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Capitolo Quattro. Socrate.

Paragrafo 1 . Apollo e Dioniso.

Due grandi rivoluzioni filosofiche si verificano in Grecia, e in
particolare ad Atene, nel corso del quinto secolo avanti Cristo:
quella dei sofisti e quella di Socrate. Entrambe sono contemporanee
alla produzione di Eschilo, Sofocle ed Euripide.(1)
Un grande filologo e storico della filosofia, il tedesco Werner
Jaeger (1888-1961) ha scritto che i sofisti si muovono tra la
ricerca di equilibrio di Sofocle e le drammatiche scissioni di
Euripide. L'uomo  l'unico essere che vive una "doppia realt":
quella della natura, cui appartiene come tutti gli altri elementi
naturali, e quella dei costumi, delle leggi e delle convenzioni che
egli stesso ha creato.
L'uomo, per la sua posizione di centralit rispetto a questi due
poli, pu essere considerato "misura di tutte le cose" - come dice
Protagora - e in grado di creare un equilibrio tra phy'sis (natura)
e nmos (legge). Ma l'assoluto relativismo dei sofisti fa s che
questo equilibrio sia perennemente instabile, che la scissione tra
le due realt si riproduca continuamente.
Questa scissione, nel mondo greco del quinto secolo, si presenta
anche come lo scontro fra due forze che appaiono antagoniste e che
Nietzsche nel suo celebre saggio La nascita della tragedia (1872)
definisce "dualismo dell'apollineo e del dionisiaco"(2). Con questi
due termini Nietzsche intende indicare "due istinti, tanto diversi
tra loro, che procedono l'uno a fianco dell'altro per lo pi in
aperta discordia"(3): Apollo  la serenit luminosa del Sole,
l'arte figurativa e la sua armonia e anche la misura, la ragione,
la legge; Dioniso  l'ebbrezza, l'arte non figurativa,
l'immediatezza.
Nelle tragedie di Sofocle le due forze, pur nella loro drammatica
contrapposizione, trovano un equilibrio: la natura e le leggi, cio
lo spirito di Dioniso e quello di Apollo, sono unite, ad esempio,
nella tragica figura di Antigone(4). Con Euripide - secondo
Nietzsche - questa unit viene meno e si

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assiste al tentativo di espellere dalla tragedia l'elemento
dionisiaco originario.(5)
In campo filosofico Nietzsche attribuisce a Socrate lo stesso
intento attribuito a Euripide nella poesia tragica: espellere lo
spirito dionisiaco.(6)
Naturalmente quella di Nietzsche  una interpretazione.
Gran parte della storiografia filosofica - per non dire tutta - 
costituita dall'"interpretazione", anche quando si sforza di
restare il pi possibile aderente ai testi dei filosofi presi in
esame. Ci vale particolarmente per Socrate, dal momento che non ha
lasciato nulla di scritto.

